La giusta illuminazione di un green screen

Realizzare un buon green screen oggi è di gran lunga più semplice rispetto che in passato sia grazie alla disponibilità di pannelli di medie e grandi dimensioni a costi competitivi (ad esempio Griend che oltre a queste caratteristiche ha dalla sua anche la portabilità), sia grazie alla tecnica del Chroma Key un tempo destinata ad un pubblico professionale, oggi disponibile anche gratuitamente in gran parte dei software di montaggio e streaming video.

Tuttavia prima di cliccare il tasto REC o LIVE ricorda che devi curare una cosa molto importante. Ti raccomando di non trascurarla, diversamente l’effetto Chroma Key sul green screen risulterà inefficace: come avrai capito sto parlando dell’importanza di realizzare il corretto “setup luci”.

Non farti fregare dal termine un po’ tecnico: per riuscirci non ti serve munirti di chissà quale attrezzatura ma seguire tre semplici regole. Eccole:

  1. Fai in modo che la luce che illumina il soggetto e quella che illumina il green screen NON siano la stessa.
  2. Colloca una luce sul soggetto in modo diretto ed una luce sul green screen in modo indiretto.
  3. Evita che sul green screen appaiano ombre di alcun tipo, specialmente del soggetto.

Esistono altre buone norme da seguire ma sono destinate ad usi professionali. Per un uso amatoriale o semi professionale (tipicamente con Griend) le mie tre regole sono sufficienti per ottenere un buon risultato.

A condizione che, ovviamente, siano applicate. Ecco perchè qui cercherò di essere più chiaro, spiegando il tutto più nel dettaglio.

Come devi fare

Una volta collocato il tuo green screen, evita di metterlo troppo vicino al soggetto (ti consiglio di distanziarlo almeno un metro).

Perché distanziarlo? Bhé, perchè riduce il rischio di proiettarvi ombre del soggetto che, vendendosi a video, renderebbe il verde del green screen meno uniforme complicando di conseguenza il lavoro del Chroma Key (che ricordo consiste nel riconoscimento e nella sostituzione digitale del colore verde).

Adesso posiziona due luci, una per per il green screen ed una per il soggetto.

  • La luce per il green screen deve essere indiretta ovvero molto soffusa. Tipicamente va bene una piantana o una luce a led o neon che illumini la parete bianca frontale (quella che sta dietro la telecamera, per intenderci), in modo che la luce di rimbalzo raggiuga l’intera stanza rendendo la luce molto soffusa, ovvero le cui ombre sono molto poco nette.
  • La luce per il soggetto invece può essere diretta, purché venga posizionata lateralmente (non frontalmente, altrimenti la famosa ombra sul green screen darebbe noie!).

Per risultati migliori colloca una seconda luce sul soggetto, ma dal lato opposto sempre lateralmente, ed una luce che dalla base del green screen illumini “da dietro” il soggetto. Ovviamente meglio munirsi di una buona webcam o videocamera. Il sottoscritto ad esempio utilizza con soddisfazione una Logitech Streamcam, tuttavia fare green screening con una webcam di fascia bassa è comunque possibile purché la stanza sia ben illuminata, magari in modo naturale, e senza ombre. Questo ridurrebbe il “rumore video”, l’altro grande nemico del Chroma Key.

Godere dell’effetto speciale Chroma Key comunque non richiede chissà quali attrezzature da fotografo o videomaker: puoi usare normali piantane o faretti da scrivania purché della stessa “temperatura colore” (per intenderci tutte luci calde o luci fredde).

Ricorda come ultima cosa che oggi grazie agli algoritmi puoi ottenere un buon effetto Chroma Key anche partendo da un’immagine non ottimale: ti basterà regolarne via software i parametri (opacità, trasparenza, sfocatura di contorno, ecc..) riducendo il più possibile l’effetto verde attorno al soggetto. Buon green screening!

Leo Cascio (foto: Pixabay)

La giusta illuminazione di un green screen