Cos’è un green screen e come funziona

Fino a qualche tempo fa non avevo idea di cosa fosse un green screen, figuriamoci conoscerne il funzionamento. Poi incuriosito dagli effetti speciali di alcuni youtuber e twitcher, soprattutto di quelli che ne spiegavano il funzionamento, ho iniziato ad interessarmene e ad utilizzarlo nelle mie dirette e produzioni video.

No, non posso dire di essere un esperto di green screen, infatti questo articolo si rivolge a chi di questo argomento ne sa zero o poco, mentre chi desidera documentarsi su aspetti più tecnici e specifici farebbe meglio a leggere gli articoli dei veri esperti.

Tuttavia, pur non definendomi propriamente un videomaker, un video producer professionista o un fotografo, dalla mia c’è una certa esperienza come formatore e divulgatore, come colui cioè che sa bene cosa significhi perdere l’attenzione del pubblico per colpa di un’immagine in video poco curata o non omogenea e quindi poco coinvolgente.

Per questo motivo ho deciso di spiegarti  con parole mie cos’è un green screen e come funziona.

Cos’è un green screen

È una parete, un pannello, una superficie orizzontale o, come nel caso di Griend, di un telo a tinta unica verde che viene collocato dietro ad uno o più soggetti ripresi in video facendo in modo che nell’immagine risultante il colore verde nasconda tutto risultando come sfondo.

Il colore verde può avere una gradazione diversa da caso a caso, ma di solito si preferisce il colore pantone 354 (non a caso quello del telo in PVC di Griend!).

Ti chiederai: perchè proprio il verde e non, che so, il rosso, il giallo o il blu?

Il verde è il colore perfetto per fare green screening perchè è il meno diffuso tra le diverse gradazioni di colore dei soggetti umani.

Mi spiego meglio: se il soggetto è una persona, tipicamente i suoi colori sono il rosa o il marroncino chiaro o scuro della pelle, il marrone, nero e giallo dei capelli, il rosa o il rosso delle labbra, ecc… Insomma parliamo di tonalità molto distanti dalle tonalità verdi, motivo per cui lo sfondo verde, essendo cromaticamente diverso, risalta maggiormente rispetto al resto della scena e così viene riconosciuto con più facilità dagli algoritmi di codifica video che dovranno sostituirlo.

Come funziona un green screen?

In effetti il funzionamento del green screen non è che il funzionamento della tecnica del Chroma Key: un sistema ormai integrato nella maggior parte dei software di video montaggio e di streaming online che rimuove digitalmente un colore a scelta (tipicamente quello che meglio si presta nella scena, e di solito è proprio il verde) sostituendolo con un’immagine fissa oppure con immagini in movimento, come un video (eventualmente anche in presa diretta).

Se il soggetto ripreso ha il colore verde e non è possibile evitarlo (ad esempio è una pianta oppure una persona che indossa un capo di abbigliamento per forza verde) il green screen può essere di colore blu. Quest’ultimo colore si presta anch’esso molto bene, anche se meno del verde, in quanto riconosciuto facilmente dal software di video codifica.

Tutto qui? Non proprio: ci sono alcune piccole accortezze da prendere per realizzare un buon effetto green screen grazie alla tecnica del Chroma Key. Per fortuna ne parlo in modo altrettanto semplice nei miei altri articoli del blog.

Leo Cascio (foto: Pixabay)

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